Un fantasma si aggira da tempo nel Paese, un fantasma che sparge allarmi ed evoca catastrofi, terrorizza le persone, addita la scienza e la tecnologia astrattamente intese come nemiche dell’Uomo e della Natura e induce ad atteggiamenti antiscientifici facendo leva su ingiustificate paure che oscurano le vie della ragione.

Questo fantasma si chiama oscurantismo. Si manifesta in varie forme, tra cui le più pericolose per contenuto regressivo ed irrazionale sono il fondamentalismo ambientalista e l’opposizione al progresso tecnico-scientifico. Ambedue influenzano l’opinione pubblica e la politica attraverso una comunicazione subdola: l’invocazione ingiustificata del principio di precauzione – peraltro sacrosanto, quando correttamente inteso - nell’applicare nuove conoscenze e tecnologie diviene una copertura per lanciare anatemi contro il progresso, profetizzare catastrofi, demonizzare la scienza.

Non si tratta, quindi, di una giustificabile preoccupazione per le ripercussioni indesiderate di uno sviluppo industriale ed economico non sempre controllato, ma di un vero e proprio attacco contro il progresso. L’arroganza e la demagogia che lo caratterizzano non solo umiliano la ricerca scientifica – attribuendole significati pericolosi ed imponendole vincoli aprioristici ed arbitrari – ma calpestano il patrimonio di conoscenze che le comunità scientifiche vanno accumulando e verificando senza pretese dogmatiche, con la consapevolezza di offrire ragionevoli certezze basate su dati statisticamente affidabili e sperimentalmente controllabili.

 

Il fatto che le conoscenze scientifiche, per la natura stessa del metodo di indagine e di verifica dei risultati, si accreditino con spazi di dubbio sempre riducibili ma mai eliminabili costituisce l’antidoto principale - che è proprio dell’attività scientifica - verso ogni forma di dogmatismo, scientismo, intolleranza e illiberalità; ma non può giustificare il considerare tali conoscenze opinabili o, peggio, inattendibili.

La voce della scienza è certamente più affidabile e anche umanamente - oltre che intellettualmente - più consapevole delle voci incontrollate e dogmatiche che, fuori di ogni rilevanza scientifica, pretendono di affermare "verità" basate sull’emotività irrazionale tipica delle culture oscurantiste. Da questa cultura regressiva nascono, ad esempio,

 

 

Il clima di oscurantismo in atto rischia di contribuire all’allontanamento dei giovani dai corsi di studio a indirizzo scientifico, ormai connotati di significati antiumanitari e antiambientali, alimentando un processo che rischia di prefigurare un futuro di dipendenza anche culturale, oltre che economica, del Paese.

 

La scienza non produce miracoli e non è, di per sé, foriera di catastrofi. Da sempre essa è parte integrante e trainante dell’evoluzione della società umana, motore primario di progresso sociale, economico, sanitario e ambientale.

Sulla base di questa consapevolezza, scienziati, ricercatori, tecnici di ogni estrazione culturale e di ogni credo, estranei ad ogni interesse industriale e consci del fatto che l’impegno scientifico non deve confondersi con le pur legittime convinzioni di ordine ideologico, politico e religioso, si levano a contrastare questa opera di disinformazione e di arretramento culturale, rivendicando il valore della scienza come fonte primaria delle conoscenze funzionali al progresso civile, senza distorsioni e filtri inaccettabili.

 

 

Vogliamo che il nuovo secolo sia anche per il nostro Paese - che ha dato i natali a Galileo, Volta, Marconi e Fermi - quello della verità scientifica e della ragione, tanto più consapevoli quanto più basate sulle conoscenze e sul sapere. Esse forse non saranno sufficienti, ma sono certamente necessarie.

 

 

Il Comitato Promotore

Franco Bassani, Presidente Società Italiana di Fisica

Franco Battaglia, Università di Roma Tre

Argeo Benco, già Presidente Associazione Italiana di Radioprotezione

Carlo Bernardini, Università di Roma "La Sapienza"

Paolo Blasi, già Rettore Università di Firenze

Gianni Bonadonna, Istituto Nazionale Tumori di Milano

Edoardo Boncinelli, Istituto San Raffaele, Milano

Luciano Caglioti, Università di Roma "La Sapienza"

Cinzia Caporale, Università di Siena

Giovanni Carboni, Università di Roma Tor Vergata

Francesco Cognetti, Presidente Associazione Italiana di Oncologia Medica

Guido Fano, Università di Bologna

Gianni Fochi, Scuola Normale Superiore di Pisa, Università di Pisa

Andrea Frova, Università di Roma "La Sapienza"

Silvio Garattini, Istituto Mario Negri, Milano

Silvio Monfardini, Direttore Divisione Oncologia Medica, Ospedale Universitario di Padova

Giovanni Vittorio Pallottino, Università di Roma "La Sapienza"

Franco Panizon, Professore emerito, Università di Trieste

Ernesto Pedrocchi, Politecnico di Milano

Carlo A. Pelanda, Condirettore Globis, University of Georgia, USA

Tullio Regge, Premio Einstein per la Fisica

Renato Angelo Ricci, Presidente onorario Società Italiana di Fisica, già Presidente Società Europea di Fisica

Carlo Salvetti, Vicepresidente Associazione Italiana Nucleare

Giorgio Salvini, già Ministro della Ricerca Scientifica, Accademia dei Lincei

Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, Professore emerito, Università della Tuscia,

già Presidente della Conferenza dei Rettori, Accademia Nazionale delle Scienze

Angelo Spena, Università di Verona

Ugo Spezia, Segretario Generale Centro Internazionale per la Documentazione

e l’Informazione Scientifica (CIDIS)

Umberto Tirelli, Direttore Divisione Oncologia Medica, Istituto Nazionale Tumori di Aviano

Paolo Vecchia, Dirigente di Ricerca, Istituto Superiore di Sanità

Giancarlo Vecchio, Università di Napoli, Presidente Società Italiana di Cancerologia

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