- Tipico esempio di psicosi da elettrosmog è quanto si legge
in un numero del dicembre 2000 della rivista "Oggi", nella rubrica
"Dalla parte dei cittadini", curata dal Senatore Di Pietro. Una
signora di Genova
- chiede: <<Caro Di Pietro, vicino alla casa dove
abito passa una linea ad alta
- tensione e ho sentito che ciò può provocare malattie. Ho
interpellato
- l'Enel, ma dice che non ci sono pericoli. Posso stare
tranquilla?>>
- Ed ecco la risposta di Di Pietro: <<Dipende dalla
distanza, dal tempo di
- esposizione, e dal valore della tensione. Le linee guida
raccomandate dagli
- esperti sono il principio di precauzione (in base al quale,
è meglio
- prevenire che curare), e il principio ALARA, elaborato
dall'OMS, in base
- al quale l'esposizione alle radiazioni deve essere la più
bassa
- possibile.
- Orbene, da anni la comunità scientifica ha segnalato gli
effetti deleteri
- dei campi elettromagnetici sulle cellule umane, che
potrebbero correre il
- rischio di iniziare un processo di cancerogenesi. Se,
pertanto, i fili ad
- alta tensione passano troppo vicini all'abitazione, è bene
richiedere (e
- pretendere anche per vie legali) che l'Enel prenda
provvedimenti
- adeguati.>>
- A parte l'ignoranza palese di Di Pietro sul tema (il
principio ALARA si
- applica alle radiazioni ionizzanti e, a dire il vero, la
sua validità
- scientifica è messa in discussione dalle commissioni
scientifiche che si
- occupano di radioprotezione; su quello di precauzione
diremo fra breve),
- anticipo subito che considero le affermazioni di Di Pietro
una forma di
- terrorismo.
- Generalmente, cerco di pesare le parole. E qui la parola
terrorismo non è
- scelta a caso: a Modena, la città dove vivo, una signora
che aveva
- concesso
- all'Omnitel di installare un'antenna in un suo terreno, si
è vista
- recapitare messaggi con minacce di morte.
- Vediamo invece qual è la realtà.
- 1. Nel 1981, vennero segnalati i primi casi di AIDS. Se si
consulta il
- Manuale Merck di diagnosi e terapia medica, pubblicato ogni
5 anni in USA,
- compagno fedele di ogni medico americano e tradotto in
decine di lingue,
- l'italiano compreso, si trovano, nell'edizione
immediatamente successiva al
- 1981, poche righe sull'AIDS. Se si consulta l'ultima
edizione, quella del
- 1999, sull'AIDS vi è un intero capitolo.
- La prima ipotesi di elettrosmog venne avanzata nel 1979,
due anni prima
- della scoperta del virus da HIV. Successivamente, e sino ad
oggi, sono
- stati pubblicati 25.000 articoli sull'argomento: ebbene,
nell'ultima
- edizione del Merck non un rigo è riportato sugli effetti
sanitari da
- elettrosmog.
- 2. Sono membro dell'APS. Il 23.4.1995 il Consiglio dell'APS
ha fatto
- proprio un documento che un comitato scientifico,
appositamente costituto,
- aveva redatto in tema di elettrosmog. Ecco il testo:
- <<Ai fisici si chiede spesso di commentare sui
potenziali pericoli dei
- campi elettromagnetici dovuti alle linee ad alta tensione e
alle
- apparecchiatue elettriche. Pur riconoscendo che la
connessione tra questi
- campi e il cancro è un'area di continuo studio sia in
America che
- all'estero, riteniamo che sia già possibile avanzare
diverse
- osservazioni.
- La letteratura scientifica e i risultati ottenuti da altre
commissioni
- mostrano che non vi è alcun legame significativo tra
cancro e linee ad
- alta
- tensione. La letteratura include studi epidemiologici,
ricerche su sistemi
- biologici, e analisi di meccanismi di interazione. Non è
stato
- identificato
- alcun meccanismo biofisico plausibile per l'induzione o la
promozione del
- cancro. Inoltre, la preponderanza delle risultanze della
ricerca
- epidemiologica e biofisica/biologica, ha fallito nel
confermare quegli
- studi che hanno riportato specifici effetti dannosi per la
salute e
- conseguenti all'esposizione a tali campi.
- Tuttavia, questi mai confermati studi hanno generato, in
alcune comunità,
- una paura delle linee ad alta tensione che ha portato a
sostenere costosi
- sforzi per mitigare i valori dei campi e, a volte, a lunghi
e altrettanto
- costosi contenziosi legali. Questi costi hanno ormai
raggiunto la soglia
- dei miliardi di dollari e minacciano di aumentare. Stornare
queste risorse
- per eliminare una minaccia priva di convincente base
scientifica, è un
- fatto che ci preoccupa. Problemi ambientali più seri sono
trascurati a
- causa di mancanza di fondi e di attenzione pubblica, e il
peso del costo
- che l'America sta sostenendo è incommensurato al rischio,
ammesso che ve
- ne
- sia uno.>>
- Il Presidente di quel Comitato era Robert Park. Siccome son
passati 5 anni,
- ho telefonato a Park e gli ho chiesto se nel frattempo
fosse cambiato
- qualcosa. Mi ha risposto che ogni studio successivo ha
vieppiù confermato
- la posizione assunta dall'APS nel 1995.
-
- 3. L'OMS ha avviato nel 1996 uno specifico progetto di
analisi critica
- della totalità delle ricerche scientifiche
sull'elettrosmog. I rapporti
- dell'OMS sono reperibili al sito internet www.who.org.
Ecco, nel seguito,
- un estratto di quei rapporti.
- <<Gli effetti biologici sono risposte misurabili ad
uno stimolo esterno.
- Questi stimoli non sono necessariamente dannosi: ad
esempio, ascoltare
- musica o giocare a tennis causa effetti biologici, ma il
corpo ha
- complicati meccanismi per adattarsi ai vari stimoli. Quando
i meccanismi di
- compensazione sono inadeguati ad uno stimolo, allora esso
può costituire
- una minaccia alla salute.
- Nessuno nega che i campi elettromagnetici, sopra certi
livelli, possano
- innescare effetti biologici. Tuttavia, a questo riguardo
sono stati scritti
- circa 25.000 articoli per cui, malgrado alcuni ritengano
che altra ricerca
- debba essere fatta, la conoscenza scientifica in questo
campo è superiore
- che per la maggior parte delle sostanze chimiche. L'OMS
ritiene che
- l'evidenza scientifica corrente non conferma l'esistenza di
alcuna
- conseguenza dall'esposizione a livelli di campo
elettromagnetico inferiori
- ad un certo limite.
- I limiti sono stabiliti dalla Commissione Internazionale
per la Protezione
- dalle Radiazioni Non-Ionizzanti (ICNIRP). È importante
rendersi conto
- che i
- limiti non sono precise demarcazioni tra sicurezza e
pericolo. Piuttosto
- essi significano che una esposizione a valori inferiori è,
alla luce
- delle
- attuali conoscenze, sicura, mentre non è detto che
l'esposizione a valori
- superiori sia dannosa. Inoltre, l'ICNIRP, nello stabilire i
limiti, li ha
- diminuiti di un fattore di sicurezza 50 rispetto ai limiti
al di sopra dei
- quali si cominciano ad osservare effetti biologici.
- Rispetto alle basse frequenze dei campi da cavi ad alta
tensione i limiti
- sono pari a:
- 5.000 V/m per il campo elettrico
- 100 microTesla per il campo magnetico
- Questi numeri vanno confrontati coi valori cui
effettivamente siamo
- esposti.
- Immediatamente vicino ai cavi ad alta tensione il campo
elettrico può
- raggiungere valori sino a 10.000 V/m. Ma il valore dei
campi diminuisce
- rapidamente con la distanza: ad esempio, una linea di
trasmissione di
- 500.000 V produce a 30 metri di distanza, un campo
elettrico di 1 V/m. In
- ogni caso, le equazioni della fisica ci dicono che un campo
elettrico di
- 10.000 V/m si riduce a 1-10 mV/m, all'interno del nostro
corpo, ove vi sono
- comunque fluttuazioni naturali di campo elettrico
dell'ordine di 100 mV/m,
- ben superiori, quindi, al valore appena detto di 10 mV/m.
Ecco perché, ai
- fini degli eventuali effetti sanitari è sufficiente
considerare solo i
- valori di campo magnetico.
- Immediatamente vicino ai cavi ad alta tensione il campo
magnetico può
- raggiungere valori sino a 20 microTesla e una linea di
trasmissione di
- 500.000 V produce a 30 metri di distanza un campo magnetico
di 1.3
- microTesla.
- In ogni caso, questi valori sono molto al di sotto dei
campi dai comuni
- elettrodomestici. Ad esempio a 30 cm da un ferro da stiro,
da un
- frullatore, da un tostapane, da un asciugacapelli, si ha un
campo elettrico
- di circa 100 V/m, mentre quello magnetico può arrivare
sino a una decina
- di
- microTesla. In breve: i valori effettivi dei campi dai
comuni
- elettrodomestici sono molto al di sotto dei limiti di
sicurezza; quelli dai
- cavi ad alta tensione hanno valori ancora inferiori.
- Rispetto alle alte frequenze dei campi da antenne per la
telefonia mobile i
- limiti di campo magnetico sono espressi in mW/cmq. Malgrado
nessun effetto
- potenzialmente pericoloso è stato individuato al di sotto
di 400 mW/cmq,
- i
- valori limiti sono così fissati:
- 0.45 mW/cmq per i 900 MHz
- 0.90 mW/cmq per i 1.800 MHz.
- Il massimo valore presso una trasmittente è di 0.02 mW/cmq,
mentre il
- valore tipico è di 0.001 mW/cmq.
- In termini di energia assorbita questo significa che mentre
si sa che
- nessun effetto potenzialmente pericoloso è stato
individuato e riprodotto
- al di sotto di un SAR di 4 W/kg, nella peggiore delle
ipotesi il SAR di un
- uomo in una zona accessibile al pubblico presso una
trasmittente è di un
- 0.01 W/kg, mentre nelle condizioni più realistiche il
valore è di
- 0.0005
- W/kg.
- L'utente di un telefono mobile è esposto a campi che sono
molto maggiori
- di
- quelli che si trovano nell'ambiente, compresi quelli dovuti
ai ripetitori
- dei gestori di telefonia mobile. In ogni caso i valori di
questi campi sono
- ben inferiori a quelli limite.
- Riguardo alle congetture di effetti a lungo termine
(cancro...), dalla
- totalità dei risultati scientifici, nessuna evidenza
avvalora quelle
- congetture.
- Il Principio ALARA non costituisce una politica appropriata
per i campi
- elettromagnetici, a causa sia dell'assenza di rischi a
bassi livelli di
- esposizione sia dell'ubiquità della esposizione stessa.
- Il 2.2.2000 la Commissione Europea ha approvato un
importante comunicato
- sul principio di precauzione, fornendo le condizioni per la
sua
- applicazione.
- I requisiti per l'applicazione del principio di
precauzione, come sono
- stati precisati dalla Commissione Europea, non sembrano
essere soddisfatti
- né nel caso dei campi elettromagnetici a frequenza
industriale, né in
- quello dei campi a radiofrequenza.>>
- In buona sostanza, dalla relazione dell'OMS si evince che i
campi cui siamo
- normalmente esposti, sia dai ripetitori per i telefoni
cellulari che dagli
- stessi telefoni, sia dai cavi ad alta tensione, hanno
valori almeno 100
- volta inferiori ai valori di soglia suggeriti dall'OMS;
questi ultimi hanno
- valori 50 volte inferiori a quelli ove si comincia a
misurare un qualche
- effetto biologico; questi ultimi hanno valori almeno 100
volte inferiori a
- quelli per i quali vi sono rischi potenziali.
- Stando così le cose, nessun provvedimento e nessun
controllo è
- necessario
- su questo problema. Legiferare in modo da portare i valori
minimi in modo
- da essere comparabili con quelli cui siamo normalmente
esposti è
- immorale:
- è l'unico modo per giustificare sperpero di denaro
pubblico per
- effettuare
- quei controlli (o, peggio, per interventi massicci alle
linee di
- trasmissione o alle antenne).
- Il principio di precauzione, come formulato nel principio
numero 15 della
- dichiarazione di Rio del 1992, recita: "Ove vi siano
accertati rischi di
- danno serio o irreversibile, l'assenza di certezze
scientifiche non deve
- servire come pretesto per posporre l'adozione di misure
volte a prevenire
- la degradazione dell'ambiente".
- Senonché la "certezza scientifica" è sempre
assente, giacché il
- dubbio è
- nella natura stessa della scienza. Quello spazio di dubbio
lasciato dalla
- scienza potrebbe venir riempito da affermazioni arbitrarie,
dando voce solo
- ai singoli risultati della Scienza che tornano di volta in
volta comodo,
- consentendo ad alcuni la razionalizzazione dei loro
interessi di parte in
- aperto contrasto con gli interessi della collettività e
con l'analisi
- critica della totalità delle acquisizioni scientifiche.
Dallo stato di
- affermazione arbitraria a quello di (finta) certezza
scientifica il passo è
- breve. Il rischio del principio di precauzione è che
eventuali azioni
- attuate in nome di quelle finte certezze possono essere
assolutamente
- inefficaci ad affrontare un problema altrimenti serio.
Quando non dannose:
- l'epidemia di colera in Perù nel 1991, i milioni di casi
di malaria e la
- recente vicenda della mucca pazza sono solo esempi dei
danni che possono
- derivare da un uso sconsiderato ascientifico del principio
di precauzione.
- franco battaglia