Il Messaggero 13 marzo 2001


GLI SCIENZIATI

«Nessun legame tra cancro ed elettrosmog»
Lettera aperta al Presidente della Repubblica da un gruppo di studiosi dell'Associazione nucleare

«Non esiste alcun consistente e significativo legame tra il cancro ed i campi elettromagnetici provocati dalle linee di trasmissione». Nel giorno in cui l'elettrosmog torna d'attualità per il caso-Radio Vaticana, gli scienziati dell'Ain (Associazione italiana nucleare), riuniti in convegno, criticano gli allarmismi sul tema.
Recentemente in Italia, si legge in una lettera aperta inviata al presidente della Repubblica, sottoscritta da un gruppo di studiosi (primi firmatari, il fisico Tullio Regge ed il presidente dell'Ain, Renato Angelo Ricci), «nell'incuranza dell'analisi critica di tutte le risultanze scientifiche ottenute da molteplici organismi scientifici indipendenti, per affrontare il cosiddetto inquinamento elettromagnetico si sono predisposti atti normativi che, dal punto di vista della rilevanza sanitaria, sono destituiti di ogni fondamento scientifico».
Ogni congettura che ha tentato di collegare il cancro all'esposizione ai campi elettromagnetici, secondo la lettera, «è scientificamente insussistente ed i costi correlati ai tentativi di attenuare queste esposizioni minacciano di aumentare. Sprecare queste risorse per eliminare una minaccia che non ha persuasiva base scientifica, ci preoccupa, visto che così si stornano enormi risorse da emergenze sanitarie accertate e dalla ricerca scientifica accreditata».
In proposito, il professor Franco Battaglia, docente di Chimica fisica all'Università di Roma Tre, ha osservato:
«Alcune fonti parlano di 1,3 casi all'anno di leucemia infantile derivanti dall'esposizione ai campi elettromagnetici.  Ma si pensi che per l'esposizione al benzene, che è un cancerogeno certo, in Italia sono attesi 2.500 casi di leucemia infantile per esposizioni nell'ordine del valore soglia fissato dalle norme (10 microgrammi per metro cubo)».
«Difetto di notifica ed extraterritorialità sono i cavilli formali che prolungheranno di diversi mesi i tempi necessari a constatare le gravi conseguenze di 50 anni di elettrosmog a Cesano. Per Guido Santonocito, del Wwf «risulta incomprensibile, se non per motivi puramente economici, il perché il Vaticano non converta gli impianti di trasmissione con tecnologie meno impattanti». Nella zona di Cesano, osserva, «l' indagine dell'Osservatorio del Lazio ha confermato che ogni anno i malati e morti di tumori sono sensibilmente superiori alla norma».